I Concordati in Italia

Il Concordato iniziale del 1929

In Italia per Concordato si intende l’accordo internazionale tra la Santa Sede che governava la Chiesa cattolica romana e lo Stato italiano.

Questo accordo stipulato tra Italia e Vaticano nel 1929 tendeva a regolare e regolare i rapporti tra la Chiesa e lo Stato Italiano, in particolare su temi riguardanti la libertà religiosa, la giurisdizione ecclesiastica e i diritti dei fedeli cristiani.

Il primo Concordato viene stipulato tra lo Stato italiano e la Santa Sede, e ora prende il nome di Concordato iniziale del 1929 per distinguerlo dal Concordato esteso del 1984, rielaborato dopo le modifiche apportate alla Costituzione della Repubblica Italiana per eliminare le disparità tra le Chiese e le Confessioni Religiose con il termine della visione unica della Chiesa Romana vista nel Regno d’Italia come l’unica religione e quindi un religione di stato.


Il Concordato iniziale del 1929

È quello detto anche Concordato Lateranense o Patti Lateranensi che viene firmato il giorno 11 febbraio 1929 tra Mussolini in rappresentanza del Regno d’Italia e dal Papa per la Santa Sede, cioè dallo Stato Vaticano ultimo residuo di quello Stato Pontificio che aveva governato su gran parte dell’Italia centrale.

Questo accordo pone finalmente termine alla Questione Romana la disputa durata circa 59 anni riguardo alla condizione della Chiesa in Italia dopo la conquista dello Stato Pontificio, l’abrogazione del Papa Re e l’unità d’Italia.

Il 20 settembre 1870, quando l’esercito italiano, sotto il comando del generale Raffaele Cadorna, riuscì con i bersaglieri ad aprire una breccia nelle mura di Roma, nelle mura vicino a porta Pia, iniziò l’ultimo attacco per la conquista di Roma che diviene capitale della nazione.

L’episodio militarmente poco rilevante per l’esiguo numero dei bersaglieri impiegati nell’assalto prende il nome di Breccia di Porta Pia divenendo fondamentale nella storia dell’Italia unita in quanto segna simbolicamente la fine del Potere temporale dei Papi e l’inizio dell’unificazione risorgimentale dell’Italia.

Nel 1870, Roma era l’ultima grande città italiana che non faceva parte del nuovo Regno d’Italia.

La città, infatti, era ancora sotto il controllo temporale dei Papi, che governavano una volta i territori ecclesiastici del centro Italia conosciuti come Stati Pontifici.


Dopo l’unità d’Italia avvenuta nel 1861, il nuovo Stato nazionale, sotto il regno di Vittorio Emanuele II, mirava a riunificare tutta la penisola, compresa Roma, che era però sotto il controllo diretto della Santa Sede.

I Papi non riconoscevano la legittimità del nuovo Stato italiano, in particolare per quanto riguarda la perdita dei territori papali.


Garibaldi aveva preso possesso di molte zone dell’Italia centrale ma Roma continuava a essere l’ultima città fuori dal controllo del Regno d’Italia, il che dava al Papa un’importante posizione di potere politico.


La Breccia di Porta Pia è il fatto d’arme del 20 settembre 1870, con il quale l’esercito italiano, dopo una rapida preparazione dell’artiglieria, apre la breccia nelle mura Aureliane vicino a porta Pia permettendo alle truppe italiane di entrare a finalmente a Roma.


Di fronte all’avanzata delle truppe italiane, le forze papali composte solo da mercenari per lo più svizzeri pagati dallo Stato Pontificio si ritirarono senza opporre una resistenza significativa, e la città fu presa praticamente senza combattere e senza spargimenti di sangue.

Con la presa di Roma, la città diventò ufficialmente la capitale del Regno d’Italia, completando così l’unificazione della penisola italiana.

Questo fu il risultato finale del Risorgimento, il movimento che portò alla nascita dello Stato italiano moderno.


Nel conflitto tra Stato italiano e la Chiesa l’occupazione di Roma significò la fine del potere temporale del Papa quindi del controllo diretto che i papi avevano sulle terre dello Stato Pontificio.

Questo segnò una profonda frattura tra la Santa Sede e lo Stato italiano che diviene nota come la Questione Romana perché il Papa si ritira nella Città del Vaticano, che non viene conquistato dagli italiani per non acuire i contrasti e dichiara questo piccolo territorio uno Stato sovrano.

Il Papa rifiuta di riconoscere il Regno d’Italia e questo fa divenire la Questione Romana, un conflitto politico e religioso che durerà fino al Concordato del 1929, quando con la sigla del Trattato Lateranense il Regno d’Italia riconosce come Stato indipendente la Città del Vaticano e su di esso l’autorità del Papa che lo governa.

Quindi se nel 1870 il Papa Pio IX si rifugia nella Città del Vaticano, rifiutando di riconoscere il nuovo Stato italiano per i successivi 59 anni con i papi suoi successori che si definivano prigionieri nel Vaticano, il Concordato nel 1929 sanciva la nascita dello Stato della Città del Vaticano come entità indipendente e sovrana e la Santa Sede otteneva il riconoscimento della sua indipendenza e sovranità con la creazione di questo Stato.

Con il Concordato, a lungo contrattato nei suoi dettagli, il Cattolicesimo viene riconosciuto come religione di Stato in Italia, e la Chiesa ottenne privilegi giuridici ed economici di vario genere.

Viene reso obbligatorio l’insegnamento della religione cattolica nelle scuole pubbliche.

La Chiesa cattolica acquisisce una posizione di privilegio nelle questioni di diritto civile, viene riconosciuto il diritto canonico, ai matrimoni religiosi viene conferito anche valore civile, le proprietà immobiliari della Chiesa vengono riconosciute come inviolabili e protette oltre ad essere esentate da molte imposte e tasse sia a livello individuale che come comunità e come luoghi.


Il Concordato esteso del 1984

Nel 1946 nasce la Repubblica Italiana ma il Concordato Lateranense continua a rimanere in vigore e il Cristianesimo Cattolico Romano rimane religione dello Stato.

Con il passare del tempo l’Italia diviene però sempre di più uno Stato essenzialmente laico ma già con l’introduzione della Costituzione Italiana del 1948, che stabiliva la separazione netta tra Stato e Chiesa (art. 7), emerge la necessità di una riforma del primo Concordato che viene finalmente aggiornato nel 1984 al termine di lunghi negoziati tra lo Stato italiano e la Santa Sede, con l’obiettivo di aggiornare il rapporto tra i due, in un contesto di maggiore laicità e soprattutto di pluralismo religioso come voluto dalla Carta Costituzionale italiana che non consente discriminazioni e privilegi indebiti.

Le principali modifiche apportate dal Concordato esteso sono:

Il Cattolicesimo cessa di essere la religione di Stato, stabilendo che l’Italia è uno Stato laico pur mantenendo il cattolicesimo cristiano come principale religione per via della sua tradizione storica e culturale.

La libertà religiosa viene confermata e ampliata, definendo una indipendenza liturgica ancora più netta dallo Stato laico e garantendo i medesimi diritti a tutte le Chiese e Confessioni religiose.

L’insegnamento della religione cattolica nelle scuole divenne facoltativo, senza essere più imposto a tutti gli studenti.

I matrimoni religiosi continuano ad avere valore civile, ma l’accordo stabilìsce che tutte le comunità anche non cattoliche cristiane avrebbero avuto la possibilità di celebrare matrimoni con il medesimo valore civile.

Vengono limitati i privilegi della Chiesa cattolica cristiana romana in vari ambiti, come l’esenzione fiscale e altre agevolazioni.

La Chiesa rimase comunque esente dall’IMU Imposta Municipale Unica sugli immobili quando adibiti a finalità religiose.

La Chiesa continua a ricevere fondi dallo Stato, ma con modalità più trasparenti, come il sistema dell’8 per mille, che consente ai cittadini di destinare una parte delle proprie tasse al sostegno di alcune attività specifiche comprese quelle religiose destinabili alla Chiesa o alla Confessione religiosa di loro scelta .


Tabella comparativa tra i Concordati

AspettoConcordato iniziale (1929)Concordato esteso (1984)
Religione di StatoCattolicesimo come religione di Stato.Italia è uno Stato laico quindi non possiede religione di Stato.
Insegnamento della religioneObbligo di insegnare religione cattolica nelle scuole pubbliche.Insegnamento facoltativo della religione nelle scuole pubbliche e private.
Matrimoni religiosiI matrimoni religiosi hanno valore civile.I matrimoni di tutte le religioni hanno valore civile.
Proprietà della ChiesaLe proprietà ecclesiastiche sono protette e inviolabili.Le proprietà delle Chiese sono protette ma con meno privilegi fiscali.
Sovranità della Santa SedeLa Santa Sede è sovrana nel suo territorio e gode di privilegi giuridici in Italia.La Santa Sede rimane sovrana, ma con influenza e potere giuridico inferiori.
Status della ChiesaLa Chiesa cattolica ha un status privilegiato nelle istituzioni.Tutte la Chiese sono privilegiate e importanti allo stesso modo.
Contributi fiscali e 8×1000Le entità ecclesiastiche erano esenti da imposte.Le Chiese sono esentate dall’IMU su immobili religiosi e beneficiano dell’8×1000.
Libertà religiosaNon garantita totalmente per altre religioni.Libertà religiosa pienamente riconosciuta e garantita per tutte le chiese e confessioni.

Conclusioni

Il Governo italiano nel 1984 ha finalmente preso atto dei principi costituzionali anche nei rapporti con la Chiesa limitando quella Romana che cessa di essere considerata religione dello Stato estendendo i diritti e i privilegi a tutte la Chiese e Confessioni Religiose presenti in Italia indipendentemente dalle loro dimensioni e dal numero dei loro seguaci.

Questo significa che ogni privilegio della Chiesa Cattolica Romana viene anche esteso alla Chiesa Anglo Cattolica San Paolo Apostolo, al Sovrano Ordine Monastico Cavalleresco delle tre Croci e all’Unisanpaolo come università della nostra Chiesa che ancora non possiede una sede propria per dedicare ogni sua risorsa economica agli aiuti umanitari e alla ricerca scientifica compiti nei quali si è distinta in modo decisivo mentre ancora si dedica limitatamente all’insegnamento come invece fanno le altre università che ne fanno una fonte di reddito economico disinteressandosi delle opere sociali misericordiose e spesso evitando la costosa e poco redditizia ricerca scientifica.

L’Università Anglo Cattolica San Paolo Apostolo devolve invece tutte risorse che gli arrivano come donazioni agli aiuti alimentari e di prima necessità per chi è in difficoltà coordinandosi con altre associazioni e comunità con i medesimi intenti e ha creato, nella massima economia di risorse, laboratori di ricerca che hanno portato a risultati di eccellenza in campo quantistico attraverso il sistema ECC che indaga sugli elettroni nei campi coerenti (da cui il nome) per realizzare indagini cliniche non invasive anche a distanza ma molto accurate che NON sono in grado di curare ma consentono di scoprire la presenza di agenti patogeni e patologie in modo efficace e rapido.

La possibilità di rilevare agenti patogeni come batteri, virus, parassiti, funghi e muffe eventualmente presenti nel paziente e anche di scoprire patologie di ogni genere consente ai medici di intervenire con cure farmacologiche e chirurgiche mirate e di controllarne l’efficacia quindi si può dire che indirettamente le indagini così precise possono rivelarsi utilissime alle cure indirizzandole efficacemente.

A differenza delle indagini cliniche invasive a partire dal pungidito del glucometro per la misura della glicemia le indagini ECC non sono affatto invasive e possono essere eseguite da tutti anche senza essere un medico o un infermiere diplomati.

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