Il re d’Inghilterra Enrico VIII° Tudor agli inizi del 1500 dopo molti dissidi rompe ogni rapporto con il Papa ed assume il controllo della Chiesa inglese, trasformandola con la denominazione di Chiesa Anglicana (Anglicana Ecclesia).
Il Re diviene la guida e il riferimento della nuova Chiesa che dall’Inghilterra si espande come una ventata di novità.
Inizialmente il Re intende eliminare ogni ingerenza del Cristianesimo Romano sulla sua nuova Chiesa Cristiana Anglicana e una delle prime conseguenze fu la cancellazione degli Ordini Monastici, considerati pericolosi e ingestibili centri di potere papale.
Ma il Sovrano inglese non si limita a sganciarsi dal potere di Roma ma introduce nella filosofia teologica Anglicana alcune caratteristiche specifiche molto importanti tra le quali la propensione ad adattarsi alle evoluzioni legate al tempo e ai luoghi.
Questa caratteristica rende dinamica e molto interessante la teologia Anglicana che è in grado di evolversi entro la dottrina Cristiana adattandosi ai tempi.

Una delle trasformazioni più interessanti ha condotto nel tempo alla restaurazione degli Ordini Monastici e Monacali che è avvenuta con la famosa Conferenza di Oxford che introduce nuovamente il monachesimo nella visione teologica Anglicana.
Non si tratta però di una restaurazione semplicistica ma piuttosto di una evoluzione del monachesimo molto importante.
Gli Ordini monastici anglicani si distinguono da quelli romani per essere più agili e moderni.
Gli Ordini monastici Anglicani sono anche ordini promiscui e aperti ai coniugati e ai genitori quindi senza alcuna discriminazione come era negli intenti e negli insegnamenti di nostro Signore che aveva subito aborrito ogni forma di discriminazione.
I monaci sono quindi tali indipendentemente dal loro genere, vengono chiamati Padre o Madre e possono indossare o no abiti liturgici e tutto senza obblighi o restrizioni.
Essere un monaco significa divenire un riferimento importante per gli altri e non può essere una costrizione definita da regole ma l’essenza di quello che ci arricchisce spiritualmente.
Introdurre costrizioni che non hanno nulla di evangelico e neppure di cristiano non è possibile e non va fatto.
Per sottolineare che non esistono discriminazioni di genere l’appellativo monaco diviene, nell’anglicanesimo, indifferentemente maschile o femminile, secondo lo spirito caro a San Paolo.
I monaci possono vivere in comunità oppure nella propria famiglia mantenendo i contatti con gli altri membri dell’ordine e per questo si parla di ordini dispersi quando non vivono in una sede collettiva comune ma mantengono i contatti con gli altri monaci attraverso riunioni frontali o remote utilizzando sistemi oggi basati sulla rete globale internet come video chiamate, chat, canali social come Telegram o Whatsapp o simili.

I tempi cambiano e utilizzare le comunicazioni dei social rappresenta una nuova e interessante possibilità anche per i monaci dell’Ordine che possono interagire, comunicare e anche pregare insieme in chat o in video conferenza senza depauperare il momento liturgico collettivo e personale.
La liturgia e la teologia devono evolversi aderendo e adattandosi ai tempi e ai luoghi come insegna la filosofia anglicana. Noi siamo convinti che nostro Signore se fosse arrivato da noi oggi avrebbe utilizzato le comunicazioni multimediali e il nuovo discorso della montagna avrebbe avuto non 5.000 ma un numero straordinariamente maggiore di seguaci e di like.
Questo non significa piegare la teologia ai sistemi moderni ma al contrario sfruttare le nuove forme di comunicazione per fare apostolato in maniera più efficace ed utile.
Entrare nell’Ordine
Entrare nel Sacro Ordine delle tre Croci è molto semplice e fondamentalmente consiste nell’impegnarsi a rispettare le semplici linee guida di base richieste ad ogni cristiano.
Come abbiamo visto tutti possono farlo compresi i coniugati e i genitori o quanti intendono divenire tali.
Entrando nell’Ordine, dopo l’indispensabile ordinazione liturgica, il monaco sarà chiamato Padre o Madre e Cavaliere o Dama o anche acquisire un titolo nobiliare specifico: potrà, quando e se lo desidera, indossare anche abiti ecclesiali e anelli o spille dell’Ordine.
Lasciare l’Ordine
Non essendoci restrizioni e neppure impegni con voti perenni o simili, se si desidera abbandonare il proprio impegno è sufficiente comunicarlo agli altri: da quel momento non saremo più chiamati Padre, Madre, Cavaliere o Dama e dovremo rinunciare ad indossare cappe, mantelli o abiti liturgici che in ogni caso non sono obbligatori.
Lasciare l’Ordine è possibile in qualsiasi momento e non determina nessun problema ma solo la perdita dei titoli e delle benemerenze acquisite che non possono essere sfoggiate oltre.